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Il comune di San Marcello ospita il Gruppo Baku.
Sono messi a disposizione degli ospiti oltre allo storico teatro Ferrari ulteriori altri spazi che emergeranno dalle singole ipotesi di lavoro.
In questo momento Baku si sta interrogando con urgenza sulle direzioni, le finalità, la necessità del suo fare. Baku è un gruppo giovane, nato appena tre anni fa. Finora ci siamo sperimentati con linguaggi ed esperienze eterogenee, che ci hanno portato a lavorare ad ampio raggio, a incontrare  percorsi e persone diverse. Finora Baku si è mosso in risposta alla curiosità, alle opportunità, agli stimoli esterni.
La residenza a S. Marcello è per noi un primo riconoscimento dell’attività svolta in questi tre anni, la constatazione che questo lavoro, a volte invisibile e “piccolo” ai nostri occhi, è stato notato e letto per quello che è: il tentativo di aderire al tessuto di una comunità e di mantenere attraverso l’incontro con essa uno sguardo aperto, concreto, su quello che avviene intorno a noi.
Habitateatro è stato attivato in un periodo di crisi, non solo economica e politica. Crisi in greco significa “separazione” e “decisione”.
E’ un momento in cui si evidenzia una differenza, un cambiamento rispetto alla situazione precedente: la crisi ci chiede di essere “ecologici”, di non disperdere, di impiegare le nostre energie in modo direzionato e concentrato.A noi sembra fondamentale accertarci che quello che stiamo facendo sia in relazione con i cambiamenti e con la realtà in cui viviamo, che produca energia rinnovabile, non scorie.

Crediamo che Amat e Provincia di Ancona attraverso Habitateatro intendano esplorare le stesse questioni. Per noi è un’opportunità e insieme un invito ad assumerci la responsabilità del ruolo che abbiamo scelto. La residenza a S. Marcello per Baku significa prima di tutto avere un posto dove stare, da abitare. Un luogo dove fare le prove, dove ospitare altri artisti e compagnie che vorremmo e ci vorranno incontrare. Avere una “casa” è un forte segnale di identità, di presenza, sta rafforzando il gruppo, gli sta dando visibilità  e lo sta mettendo alla prova. Habitateatro è anche un sostegno istituzionale, uno sguardo che supporta e segue il nostro lavoro nell’ambito di un programma politico e culturale.

Habitateatro ci sta dando la possibilità di sperimentare progetti che esistevano già ma non avevano trovato un contesto o dei fondi per partire. Uno di questi è GenerAzione, che prenderà il via nell’autunno 2010. Si tratta di un progetto che coinvolge i ragazzi delle scuole medie e gli anziani della casa di ricovero di S. Marcello guidandoli in un percorso laboratoriale e teatrale. Altri interventi sono nati poi riflettendo sul luogo in cui ci troviamo, come Spazio Sofa. Sofa è un progetto pensato a partire dalla struttura del Teatro Ferrari, dalle sue possibilità e peculiarità. Tutti i locali del teatro ospiteranno performance, esposizioni, concerti, trasformandolo in uno spazio multiplo, un ipertesto, fruibile liberamente per un venerdì al mese, a partire da ottobre.

Nelle serate pilota di questo progetto, realizzate a maggio, ci siamo accorti che attraverso Spazio Sofa è possibile creare, nella continuità, una rete di persone che si incontrano e collaborano. Il nostro ruolo nel progetto è quello di curarlo, di lavorare come enzimi, agenti che fanno reagire ciò che li circonda. La stessa funzione vorremmo avere nell’ambito della totalità del progetto di residenza, modulando gli interventi a seconda delle condizioni, confrontandoci con quello che ci interessa e che non conosciamo.

In questo orizzonte, Habitateatro ci dà la possibilità di utilizzare i nostri strumenti, di testarli e di affinarli, è una spinta nel percorso di crescita e di costruzione della nostra identità.