Teatro Sovversivo + Corinaldo

 

Diario della Sovversione...Tentativi di dare un ordine ai pensieri...

 

1° tappa 15 marzo: partenza da lontano

Chiusi nella nostra palestra “Stark” (nostra sede da ormai un anno) siamo seduti in cerchio a ragionare su cosa sarà e su cosa dovrà diventare Teatro Sovversivo in questa residenza. Per la nostra compagnia è un anno difficile tra lauree e vari impegni fuori regione ma questa residenza dovrà dare una svolta..

Decidiamo una data per capire il luogo dei nostri primi lavori a Corinaldo: il teatro Goldoni,

2° tappa 14 aprile: primo traguardo, prima lezione a teatro

Siamo ad aprile, fa freddo a Corinaldo e fa freddo anche in teatro; ci sentiamo ancora ospiti; diamo il giusto rispetto al luogo e alle persone. E’ bello scoprirsi spesso educati e curiosi come bambini. Insieme a noi ci sono già due nuovi elementi che hanno deciso di aderire al nostro progetto a Corinaldo. C’è subito voglia, di fare e di creare.

3° tappa 21 aprile: ancora da lontano.

Tra computer, fogli, idee e matite nasce il manifesto per il casting che faremo a Corinaldo e dintorni:

questo è il demo prefinale per il volantino; mancano ancora alcune cose, tra cui il logo del comune di corinaldo e la giusta sequenza dei loghi...ma presto arriveremo al finale...

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4° tappa 14/15 maggio: curiosità e timore.

Partono i casting; fa freddo e piove da morire quei due giorni. Siamo affogati a Corinaldo.

Per il casting abbiamo messo piccoli sbarramenti per accedere al nostro lavoro; sbarramenti creativi: una maglia bianca sporca di vernice rossa e una foto….con la curiosità di vedere come i candidati eseguivano questi semplici compiti.

Qualcuno osa, altri hanno un lieve imbarazzo a presentarsi con la maglia. Questa maglia crea preoccupazione! E quindi decido per qualcuno di eliminare questa preccupazione.

Telefonano o scrivono per email in 16. Molti li conosco e non li faccio venire perché li vorrei inserire a residenza avanzata. Ne faccio venire solo 4. Per la nostra prima produzione solo 2 scelgono di partecipare: solo 5 giorni di prove per uno spettacolo. Questa cosa spaventa.

 

5° tappa. 25 maggio: prima prova per azione sovversiva segreta.

Stiamo prendendo le misure allo spazio, dobbiamo capire come far quadrare il nostro spettacolo molto "off" in un luogo come un teatro all'italiana....ma sin dall'inizio volevamo "giocare" con questo teatro e quindi credo che metteremo anche il pubblico su palco; azione sovversiva ha bisogno del contatto. Con noi abbiamo tre nuovi elementi: Jessica Manoni, giovanissima ragazza di Corinaldo, Elisa Radicioni che ha già fatto un corso con i nostri amici Baku e Luciano Argentati attore di un mio progetto alle Muse di Ancona, qua Luciano sarà il mio assistente e il tuttofare del gruppo, lo sguardo sul nostro piccolo mondo, le sue mani, la sua fatica e la sua intelligenza mi aiuteranno a far "girare" bene lo spettacolo. Mi supporterà e mi sopporterà ancora una volta..

 

6° tappa 8 giugno: locandina “azione sovversiva segreta”

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La nostra attrice/grafica Irene sta lavorando per realizzare la locandina. Partiremo da questa immagine e dal colore verde acido (svolta interessante per i colori di teatro sovversivo)…sento che verrà molto bene.

 

7° tappa 5-6-7-8-9 luglio: full immersion per Azione Sovversiva Segreta. Sprazzi di residenza sovversiva + flash di alcuni degli attori (ho chiesto loro di sviluppare alcuni punti della nostra residenza, degli input a loro scelta)

Pronti via: ci accordiamo male con il custode del teatro e aspettiamo due ore nel "fresco" di luglio; siamo gia in ritardo sui tempi!

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Ci siamo, siamo a Corinaldo in modalità full immersion; siamo qua con attrezzi, materiali, oggetti; siamo qua sia per costruire il nostro primo lavoro di habitateatro sia per entrare piano piano nei pensieri degli abitanti di Corinaldo. la volontà c'è, la voglia anche e in questi giorni c'è anche un caldo che appesantisce la testa e il corpo...

noi però zitti zitti e piano piano ci aggiriamo per i vicoli di Corinaldo per comprare materiali, cercare bevande fresche e cercare primi contatti; dentro il teatro iniziano i lavori per luci e disposizione pubblico.

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Si entra in teatro per la prima volta.
Non mi fa troppo strano...Quando entro in teatro mi sento al sicuro.
E' come se i muri del teatro sono sempre più spessi dei muri di qualsiasi altra costruzione.
Come se fossero spessi il quadruplo...
"Ogni teatro è diverso...Come puoi sentirti ogni volta così tanto a casa?" ... Non lo so. Forse più che a casa è come quando sei in compagnia di persone che conosci bene,che ami e che ti amano.
Ce ne sono tante,diverse tra loro. Ma le conosci tutte bene,le ami tutte e tutte ti amano. E ti proteggono...
E siccome anche tu proteggi loro...vado sempre in esplorazione per averlo tutto sotto controllo. Per conoscerlo. E forse anche un po’ lasciargli conoscere me. Lasciare anche i miei passi,nei suoi corridoi. Poter dire "conosco quel teatro,e anche lui conosce me".

Durante questa mia esplorazione,dietro il palco,apro la porta di uno dei camerini...Freddo. Vento davvero freddo.
Mi aspetto un finestrone,un balcone,un non lo so,un ciclope che soffia dopo essersi mangiato una vigorsol...Boh!
Una finestrella.
Una finestrella in alto a destra.
Ma piccola!
Mi sembrava di aver trovato una ninfa indifesa.
Quando le creature dolci sono indifese,attaccano aggressive, dal loro angoletto,ma con tutte le loro forze. Ed eccola li,anke lei,a soffiare aria freddissima.
E' iniziata da lì la nostra conoscenza. Sembrava fosse lei la prima ad avere così tanto freddo...

_____________________________________________________________________________Sara Zarrinchang____

le prove vanno avanti con fatica, lavoriamo a sipario chiuso, abbiamo deciso di escludere completamente la visione della platea e dei palchetti; vogliamo conoscere solo il palco perchè è li che vivremo questa settimana.

 

ogni tanto c'è qualche momento di incertezza e tensione, cerchiamo di dare un senso a qualche scena che non ci convince per niente ma che per questa volta dobbiamo tenere. spiego, provo ma non sono soddisfatto di me stesso. Il caldo blocca il flusso di novità creativa.

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Sono passati due giorni; oggi costruiamo la gabbia per una delle nuove scene dello spettacolo. Ci stiamo divertendo a morire di caldo dentro il teatro; è una sensazione terribilmente bella. costruire, sudare, sudare e correre.

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Tra una prova e l'altra ci concediamo delle riunioni mangerecce. Ho capito che sono fondamentali.

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“ Ragazzi l’AMAT ha selezionato il Teatro Sovversivo assieme ad altri gruppi marchigiani per il nuovo progetto Habitateatro.. ci viene offerta la residenza teatrale a Corinaldo per poter mettere in piedi i nostri progetti!”. Cosi inizia un’altra avventura sovversiva, con la possibilità di entrare in contatto con una realtà locale come Corinaldo, con la voglia di rimetterci in gioco, conoscere, sperimentare e vivere nuove esperienze. A partire dai due giorni di full immersion passati in teatro con i ragazzi presentatisi al casting per partecipare ad “Azione Sovversiva Segreta”.. ricordo ancora le facce smarrite di alcuni di loro quando abbiamo iniziato a lavorare sulla “campionatura corpo”, le improvvisazioni.. un percorso breve ma intenso che ha portato, grazie al confronto, allo scambio di idee e sensazioni, non tanto al mero mettere in scena una performance, ma al creare un’atmosfera suggestiva, di condivisione di quella parte di sé che spesso si tende a nascondere entro schemi perbenisti..proprio il lasciarsi andare e il lavorare a stretto contatto con persone appena conosciute a volte permette di rivelare molto più su se stessi di quanto si potrebbe mai pensare.. ed è questo secondo me lo spirito con cui approcciarsi a questo progetto e al teatro in generale.. l’unico modo per cogliere la vera essenza di ogni sovversivo che si rispetti.

_______________________________________________________________________________Martina Sulpizi______

 

Siamo ad un giorno dal debutto, se guardo a questi giorni mi vengono in mente alcuni punti, ne abbiamo discusso tutti insieme e ne sono venuti fuori tanti altri.. magari li svilupperemo con più calma..li voglio comunque elencare tutti:

 

Colazione: incontriamo un anziano signore ex attore che ci racconta per un ora la sua esperienza. Che meravigliosi i suoi ricordi.

Luciano che s’innamora della barista del bar di Corinaldo (spendendo molti soldi per delle presunte "focacce incredibili")

Un solo condizionatore non basta per rendere fresco il teatro Goldoni

 Le cene nei camerini, col tavolo da ultima cena

adattamento allo spazio; e adattare la struttura sovversiva allo spazio per noi nuovo… luce e varie…facendolo comunque diventare off…prove sempre dietro al sipario chiuso e spettacolo pure…di solito apri il sipario e inizia lo spettacolo ma il sipario è sempre rimasto chiuso e con noi il pubblico rendeva surreale il teatro visto dal dietro.

 La gente che passava.

 La sensazione del dormire nel teatro. Luciano dice che sono sette anni che non dormiva cosi bene..disteso su un materassino nel caldo di luglio..amiamo Luciano!

 Tecnologia che ci si è ribellata contro; tutti gli oggetti che ci si rivoltano contro. Ipod, Proiettori, pistole inceppate...abbiamo rischiato di impazzire durante le prove.

Le foto per il video di una scena; cercare i luoghi e cercare di renderli subito quotidiani.

La pizza del posto sotto al teatro. Possibile che non abbiamo ancora capito come si chiama quella pizzeria?

Compleanno di Elisa festeggiato a teatro. Viennetta per tutti.

La scelta dei nuovi arrivati; alcuni non sono venuti, timori e lavoro. la grinta di Jessica ed Elisa.

Il soffitto del teatro. dormire con la sensazione che un faro possa cedere e caderti in faccia. oppure perdersi a guardare le americane, la graticcia..la polvere che cade piano piano...

 

8° tappa 10-11 luglio: Lo spettacolo e la finale della coppa del mondo.

Siamo quasi pronti. nonostante la finale c'è il tutto esaurito (che per questo spettacolo vuol dire che i 33 posti sono tutti occupati). decido di sconvolgere i piani ai miei attori, modifico alcune consegne all'ultimo e lascio libera interpretazione al pubblico di alcuni oggetti...forse verrà peggio del solito ma sento di dover sconvolgere le certezze acquisite. Comunque si parte....anzi:

"Succede un fatto interessante: pochi minuti prima di andare in scena con la nostra prima produzione a Corinaldo, il custode va dai miei attori e si mette a parlare con loro come se fosse un momento normale mentre la tensione e l’ansia dello spettacolo fa leggere questa cosa come un disturbo. Ma ragionandoci su ho capito che per Giancarlo “il custode” il teatro è talmente luogo familiare che ogni momento è un momento normale per fare due "chiacchiere" e confrontarsi e infatti come se fossimo stati una grande famiglia lui cerca di rendere anche a noi il suo dono di casa/teatro…."

Rido perchè i miei attori invece sono nervosi, molto. Mi divertono gli sconvolgimenti non previsti. Quasi sempre...

Poi però bisogna fare sul serio:

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AZIONE SOVVERSIVA SEGRETA

I GIRASOLI

La prima parola che mi viene in mente pensando alla settimana intensiva di prove a Corinaldo è ARRICCHENTE.

Tutte le sere arrivavamo verso il tramonto ed era bellissimo vedere il paesino che si avvicinava in mezzo alla campagna, il cielo rosa dietro.

Non sapevo bene cosa ci attendeva, come saremmo stati accolti, se saremmo riusciti a farci conoscere un po’, come avrebbero reagito le due nuove ragazze che avrebbero condiviso con noi questa esperienza e sarebbero diventate sovversive per un po’.

IL TEATRO

Il teatro odora di miele e di legno, il palco è grande ma il teatro sembra ti accolga all’interno della sua mano. Stare li dentro significava lasciare tutto il resto fuori, come se il tempo si fermasse.

 

PORTE APERTE

A luglio fa caldo, le entrate laterali delle quinte di sinistra le abbiamo tenute sempre aperte… La cosa più bella? Le persone che si affacciavano a vedere che cosa stava succedendo nel teatro mentre noi stavamo provando o discutendo… alcuni stavano distanti e si fermavano per qualche secondo e poi se ne andavano, i più temerari infilavano la testa dentro la porta e guardavano un po’, ma i miei preferiti erano quelli che, passando, non smettevano di camminare ma continuavano a guardare finchè non dovevano girare la testa di nuovo verso avanti altrimenti gli si sarebbe storto il collo. Mentre passavano cercavo di mettermi nei loro panni e immaginare quello che pensavano… In fondo noi per loro in quel momento eravamo un piccolo spot, una specie di manifesto animato del nostro progetto in casa loro, chissà se siamo riusciti a incuriosirli…

RESIDENZA?

Il tempo passava e lo spettacolo si avvicinava. Siamo abituati a metter su uno spettacolo in poco tempo ma rimaneva il fatto che andavamo via da Corinaldo sempre più tardi la notte e ci ritrovavamo là sempre più presto il pomeriggio… era quasi come viverci. Alcuni posti di Corinaldo hanno iniziato a essere più familiari: il solito parcheggio, il solito bar e quell’albero gigante proprio dietro il teatro. Abbiamo iniziato a conoscere la gente e anche a farci riconoscere quando andavamo in giro a lasciare volantini dello spettacolo o per le nostre richieste un po’ folli in giro per i negozi… il fotografo ormai mi chiedeva “Il solito?” quando entravo per chiedere un CD RISCRIVIBILE, ma anche la ricerca di un TELECOMANDO UNIVERSALE ha regalato emozioni!

Le giornate più intense, quelle più piene di significato, sono state quelle in cui abbiamo dormito in teatro, sul palco, sul “nostro” palco. Credo sia servito a tutti noi per diventare qualcosa in più che la somma delle singole parti.

10 E 11

Sudore, vernice rossa, magliette bianche, luce, gabbia, angolo, stomaco chiuso, vasca, musica, maschere, flash, pistole, confessioni, suoni, cenere, adrenalina.

Questo è stato lo spettacolo per me, chissà che ne hanno pensato i passanti che sbirciavano attraverso le porte aperte…  

 _________________________________________________________________________Arianna Masi____________

 

 continua__